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venerdì 8 maggio 2020

Non possiamo lavarcene le mani

Con un editoriale piuttosto sconclusionato il Dr. Villani, presidente della SIP, lancia una sorta di appello affinché i pediatri rilancino la figura del padre e della madre in contrapposizione alle politiche attuali che li declassano a Genitore 1 e Genitore 2 e parla dell'iniziativa delle giornate per la genitorialità.

In realtà lo stile confusivo non rende facilmente intelleggibile né il contenuto né l'obiettivo reale del suo scritto, ma si coglie il tentativo di affermare ancora una volta che le famiglie omogenitoriali non sono delle famigli tanto giuste e come tali non possono garantire la crescita armonica dei bimbi che le abitano.

La dottoressa Chiara Centenari, pediatra di Viareggio e referente famiglie arcobaleno per la regione Toscana, non ci sta e scrive una lettera per contestare quello che si legge tra le righe dell'editoriale di Villani. La lettera riscuote subito un ampio seguito di adesioni da parte di singoli (non solo di area medica) e associazioni.

lunedì 3 ottobre 2011

“Accoglienza pediatrica al neonato: tra ospedale e territorio” Bilancio di salute neonatale 2

2° Riunione sul bilancio di salute neonatale, 27 settembre 2011 Presenti 17 pediatri: di cui 6 ospedalieri, 8 di base, 3 in pensione.

Si è continuata l’analisi del Bds neonatale eseguito al Punto Nascita sulla base della traccia contenuta nell’Agenda della Salute, in particolare si è discusso della valutazione dell’udito. L’argomento è stato affrontato cercando di sviscerarne gli aspetti che potevano contribuire a discutere la definizione di un “modello di collegamento” tra ospedale e territorio ma anche tra pediatria generalista e specialistica tra pediatria generalista e operatori della rieducazione, ecc.

Si è seguita come traccia il Rapporto Tecnico fatto dal Ceveas per la Regione Emilia Romagna sul quale è impostata la delibera regionale di istituzione dello screening dell’udito in Emilia Romagna, documenti scaricabili dal sito di Saperi.doc (link -> qui e Vedi le slides proiettate).

In realtà il modello di collegamento è venuto fuori solo in termini di flash ma potrebbe essere recuperato nella riunione dedicata più specificatamente all’organizzazione dell’accoglienza al neonato.

venerdì 22 luglio 2011

“Accoglienza pediatrica al neonato: tra ospedale e territorio” Bilancio di salute neonatale

Riflessioni sul 2° incontro “Bilancio di salute neonatale” (14/6/2011)

All’incontro del 14 giugno erano presenti 16 persone (pediatri ospedalieri, PdF, Consultoriali,  1 infermiera pediatrica); hanno preso la parola praticamente tutti; gli spunti di discussione sono stati numerosi:

-         La serata è iniziata con un giro di opinioni sulla opportunità o meno di continuare queste riunioni alla luce della diminuzione dei partecipanti. La risposta è stata unanimemente affermativa sul  continuare, magari pensando il gruppo più come un gruppo di lavoro un po’ allargato che riflette sul tema “Accoglienza al neonato”, con la finalità di condividere solo successivamente le conclusioni del lavoro con una platea più vasta

-         Nel ricapitolare gli argomenti discussi la volta precedente si è risottolineato  che  l’analisi del BdS neonatale  riguarda le prassi che di tale BdS fanno parte; lo schema proposto dall’Agenda di Salute costituisce un canovaccio  per la discussione nella consapevolezza che tale schema vecchio di 11 anni potrebbe essere ridondante o carente  e che lo strumento Agenda, peraltro utilizzato solo in Piemonte, rappresenta un passaggio successivo alla realizzazione del BdS stesso, di cui costituisce testimonianza.

lunedì 6 giugno 2011

“Accoglienza pediatrica al neonato: tra ospedale e territorio”

L'Associazione Culturale Pediatri dell'Ovest ha deciso, per l'anno in corso, di dedicarsi alla riflessione sull'accoglienza al neonato nella speranza di poter dare il proprio contributo al dibattito su quale siano i rispettivi ruoli e gli strumenti del pediatra neonatologo e del pediatra di libera scelta nel delicato passaggio del neonato dal punto nascita all'assistenza territoriale.

E' nato così un gruppo di lavoro ristretto che coinvolge mensilmente, in un dibattito più ampio, tutti quelli che sono interessati a dare il proprio contributo: medici ospedalieri, pediatri di libera scelta, ostetriche, infermieri.

Qui di seguito il progetto di lavoro.
La possibilità di commentare questo post è il tentativo di allargare il dibattito a coloro che non possono partecipare alle serate e di continuarlo per i presenti.

lunedì 4 ottobre 2010

Attaccamento e....distacco 26 ottobre 2010


Spesso ci capita di assistere famiglie in crisi rispetto al processo naturale di autonomia dei figli che passano dal distacco della nascita al distacco adolescenziale.
Quante mamme oggi si trovano in difficoltà nella decisione dell’interruzione dell’allattamento al seno, caricandosi di inutili sensi di colpa.
Quanti bimbi faticano a staccarsi dai genitori a fine giornata e presentano disturbi del sonno.
Quanti bimbi presentano problematiche col cibo e vengono alimentati da piccoli a lungo.
Quanti piccoli prematuri vengono trattati da prematuri per tutta la vita anche se non hanno sviluppato limitazioni fisiche o mentali.
Cosa possiamo fare noi pediatri per accompagnare le famiglie a districarsi in queste difficoltà?
Molti sono i momenti critici in cui possiamo sostenere le famiglie a mantenere uno sguardo proiettato sul futuro, soprattutto quando sembrano ripiegate su se stesse e sulle difficoltà del momento.
Possiamo discutere insieme di tali problematiche e cercare di capire quale possa essere il nostro ruolo per facilitare un adeguato sviluppo dei bambini all’interno delle loro famiglie.
Ne parliamo con il dott. Antonio Marra il 26 ottobre alle ore 21, a Torino nella sala Valdese in via Principe Tommaso 1

venerdì 4 giugno 2010

Sanità pubblica e sanità privata - Incontro con Eleonora Artesio 15 giugno h 20.45

E' ampiamente dimostrato che le diseguaglianze sociali producono diseguaglianze di salute (si vedano a questo proposito le bellissime animazioni di Rosling di cui avevamo già fatto cenno qui).

L'ACP ha tra le sue priorità il perseguimento dell'equità nella salute, nella convinzione che questa debba essere prioritaria in ogni programma del sistema sanitario e sociale: SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE.

Riflettere sulla salute, bene collettivo e non solo diritto individuale, significa ragionare su medicina pubblica e privata, sull'offerta dei servizi, sul significato di appropriatezza, sulla partecipazione dei cittadini, dei professionisti e dei politici alle scelte di politica sanitaria, per arrivare ad un linguaggio e ad un modello “comune”.

E' un momento difficile per la sanità, italiana e anche piemontese, i tagli alla spesa comporteranno inevitabilmente la necessità di fare delle scelte rispetto agli obiettivi e ai servizi anche nell’area pediatrica. Noi pensiamo che una Associazione culturale di pediatri non possa tenersi fuori da una riflessione approfondita su questi temi e abbia quindi necessità di confrontarsi sul proprio ruolo.

Per accompagnarci in questa riflessione ci siamo rivolti ad Eleonora Artesio tenendo conto della sua lunga esperienza nel lavoro sociale e politico. E' insegnante elementare, è stata più volte Assessore al Comune e alla Provincia di Torino, e, in particolare per quanto riguarda il tema salute, è stata assessore regionale alla sanità nell'ultima giunta regionale ( 2005-2010).

Vi aspettiamo perciò numerosi, martedì 15 giugno alle 20,45 alla Sala Valdese di via Principe Tommaso 1 a Torino

Per rendere la serata più partecipata ma anche più "utile" abbiamo pensato di sottoporvi anticipatamente una serie di domande che saranno il punto di partenza per la discussione con Artesio, domande alle quali chi vorrà potrà aggiungere le sue, direttamente qui o se preferisce il 15 giugno.
  1. Perché continuare a sostenere una risposta pubblica alla domanda di salute ?
  2. Il SSR deve farsi carico delle “disease” o anche dell’”illness” e del sickness?
  3. Cosa può fare una Associazione culturale come la nostra per collaborare con le istituzioni della programmazione sanitaria?
  4. La pediatria è prevalentemente pubblica mentre la abilitazione/riabilitazione è prevalentemente privata ?
  5. Come raggiungere l’equità della risposta e la massima percezione della domanda?
  6. A chi spetta l’onere e la responsabilità della valutazione della appropriatezza della risposta: alla società scientifica, alla politica, alla società civile, al singolo professionista, al cittadino, al paziente?
  7. Quali le prospettive di sviluppo o inviluppo della pediatria nelle sue diverse componenti: ospedaliera, di base, di comunità
  8. Come guardare alla pediatria di base nella sua potenziale ambiguità di erogatore di prestazioni di sanità pubblica e contratto collettivo ma per certi versi di tipo libero professionale?
  9. La programmazione deve necessariamente poggiare su dati epidemiologici/ statistici: come conciliare gli esiti di tali studi con le esigenze del singolo?

venerdì 30 aprile 2010

La società "negoziale"

Si è svolta, come da programma, la serata con la prof.sa Zaltron dal titolo "Perché i genitori di oggi sono così in difficoltà nel gestire i figli: una lettura sociologica"".

Abbiamo già parlato in precedenza (qui e qui) delle motivazioni che hanno portato il gruppo genitorialità a dar vita a questo momento di confronto e del percorso formativo che hanno svolto finora.

In questo post volevo riprendere due aspetti che mi hanno colpito della relazione molto chiara della professoressa.

Il primo, sottolineato più volte (e di cui si parla nel libro "Tra il dire e il fare" vedi anche post di Danielle richiamato prima) che è il processo di individualizzazione. Sempre più la società e la cultura di oggi mettono al centro i soggetti riconoscendo le peculiarità di ciascuno e il diritto alla realizzazione personale, possibile oggi molto più di ieri.

Questa centralità dell'individuo si contrappone (può contrapporsi) a ciò che gli è altro (il partner nella coppia, i figli nelle relazioni genitoriali) i cui interessi possono entrare in parziale conflitto tanto da obbligare a continue mediazioni. Da qui la necessità di dar vita a relazioni negoziali che mi sembra il secondo punto molto rilevante e sul quale riflettere.
Negoziare è ciò che dobbiamo fare continuamente (e se ci pensiamo bene è proprio così): col nostro partner, coi nostri figli e, come medici, con i nostri pazienti spesso più informati di noi sulle problematiche che essi stessi ci portano.

Acquisire consapevolezza delle trasformazioni in atto e delle conseguenze che hanno nella nostra vita mi sembra un ottimo modo non solo per capire ma anche per agire.

mercoledì 21 aprile 2010

I martedì dell'ACPO e la formazione: un matrimonio impossibile?

Da anni come ACPO abbiamo l'abitudine di dedicare un martedì sera al mese, per la durata di circa due ore, ad un momento aperto a tutti i soci e che viene genericamente definito "di formazione".

Nel direttivo di ieri sera (20.04.2010) si è posto, come tutti gli anni, il problema di definire una serie di argomenti per riempire alcune di queste serate.
La scelta dell'argomento è in genere condizionata da due fattori: l'interesse di qualcuno per il tema proposto, la conoscenza più o meno diretta di un esperto competente e in grado di gestire le due ore.

Siamo tutti perfettamente consapevoli che questo tipo di didattica funziona pochissimo (a essere onesti non funziona affatto).
D'altra parte non potrebbe essere altrimenti. Anche il più bravo dei relatori, con due ore a disposizione e con quel tipo di setting, riuscirà al massimo ad essere un po' simpatico e a fornirci qualche spunto.

Possiamo accontentarci di così poco? E' giusto accontentarci di così poco? Può una professione come la nostra essere svolta con la dovuta professionalità quando alla formazione dedichiamo un martedì al mese?

Sono le domande che mi venivano in mente stamattina, ripensando alla discussione della sera precedente e alla "bioetica del quotidiano".

Confinare momenti formativi in quelle due ore del martedì è un approdo troppo regressivo per le esperienze didattiche che ciascuno di noi ha fatto, per la passione che ci mette nel lavoro, per il modo che ha di intendere la professione.

Non sarebbe più giusto rinunciare definitivamente all'idea che in quelle due ore si fa formazione e dedicarle ad obiettivi meno ambiziosi?

venerdì 2 aprile 2010

Autosvezzamento

Dopo la serata di martedì sera sull'autosvezzamento mi sono rimasti alcuni dubbi che purtroppo quella sera non sono riuscita a mettere a fuoco. Mi piacerebbe continuare la discussione sul blog!
Il racconto fatto da Cristina della volta in cui lei, a un bimbo di 6 mesi che iniziava lo svezzamento, ha proposto un cubetto di mortadella (che lui peraltro si è sbocconcellato con cura) mi ha lasciata un po' interdetta.
Io in genere, dopo aver spiegato che il bambino può mangiare un po' di tutto, consiglio di cominciare con assaggi di cibi cremosi offerti col cucchiaino (passando al cibo a piccoli pezzettini in un secondo momento). Certo, in questo modo gestisce ancora tutto la mamma. Al bambino resta però la libertà di accettare o rifiutare e di far capire cosa gli piace e cosa no.
Si può considerare autosvezzamento, anche se non è il bambino che... si serve attivamente? O un'introduzione all'autosvezzamento? O non è un passaggio necessario? O è "dannoso" perchè invita indirettamente la mamma a frullare e rende più difficile il passaggio ai pezzettini?
Al bilancio degli 8 mesi, poi, verifico se hanno iniziato a mangiare anche a pezzettini. E qui spesso scopro che frullano tutto. Passare ai pezzettini infatti è comunque (autosvezzamento o no) un problema per certe coppie madre-bambino. Per alcune mamme gioca, nella scelta del frullare, la comodità della routine e la sicurezza di offrire un cibo "giusto". Per altre però è molto grossa la paura che il bambino " si strozzi". Sono solo madri che "hanno paura" o anche bambini che hanno reali difficoltà? Cosa dire a queste mamme?
Inoltre: la letteratura ci dice che a quel bambino svezzato da Cristina non verrà un'allergia alla mortadella (!), ma siamo sicuri che la digerirà senza problemi? Anche se ne mangia tanta? E quant'è "tanta"?
A tutti noi, ormai ben svezzati, è capitato, dopo un pranzo con cibi diversi dall'abituale (come qualità o come modo di essere cucinati) di avere un peso sullo stomaco, dormire male ecc! Molte mamme in effetti mi dicono "ha mangiato gli spinaci (o i fagioli o il cavolfiore o l'uovo ecc) e poi la notte si è svegliato più del solito". Siamo sicuri che non ci sia mai nessuna relazione fra le 2 cose?
Infine: so che ci sono studi che dicono che bambini molto piccoli, posti liberamente di fronte a una varietà di cibi "sani", si alimentano, mi pare nell'arco della settimana, in modo corretto: cioè magari un giorno mangiano solo carboidrati, il giorno dopo solo proteine e così via...Ma intanto sono bambini più grandi (che camminano e si servono dal tavolo).
E poi è uno studio. Non è un metodo educativo!
Quindi: anche ipotizzando che i genitori mettano in tavola una varietà di cibi sani, come comportarsi di fronte al bambino che si divora, per esempio, un piatto di pasta (o 2 fette di mortadella!) e poi non ha più fame per verdura, frutta ecc?
Che ne dite? Che ne dicono gli esperti?
Maria

lunedì 22 giugno 2009

Una relazione che costruisce la mente

Il 13 giugno si è svolto a Torino un incontro con Manuela Lavelli dal titolo "Bambino e genitori: storia di una relazione che costruisce la mente".
E' stata una giornata molto ricca e interessante, dove sono stati forniti molti spunti culturali che ci devono far riflettere ed avere una ricaduta sul nostro lavoro quotidiano.
Ognuno di noi noi avrà forse colto in particolare qualche tema, che sarebbe bello condividere con gli altri partecipanti al convegno.
A questo proposito Danielle Rollier ci ha mandato questi appunti che vorrebbero essere uno stimolo al dibattito. Vi invitiamo a commentarli ed eventualmente a fornire altri argomenti di discussione.
Leggi gli appunti

mercoledì 11 marzo 2009

Neuroni specchio

Il 27 febbraio c'è stata una interessante riunione nel corso della quale Maria Merlo ci ha parlato dei Neuroni Specchio, cosa sono, a cosa servono e che ruolo giocano nello sviluppo del bambino e in alcune patologie come l'autismo. Potete leggere la relazione e inviare commenti.
Leggi la relazione

lunedì 9 marzo 2009

Micromega ha pubblicato un numero speciale, attualmente in edicola, dedicato a Darwin, alla sua teoria e alle tante tematiche ad essa collegate. Un argomento affascinante nel quale perdersi. Si spazia dalle questioni più specificatamente legate alla biologia e all'evoluzionismo in senso stretto a questioni etiche e filosofiche (interessanti le riflessioni sul senso morale, i comportamenti altruistici, le radici "biologiche della fede").

giovedì 5 marzo 2009

Acqua in bocca

Mentre si parla d'altro il governo... avvia il processo di privatizzazione dell'acqua.
Mentre nel paese imperversano discussioni sull'eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica.
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Ricevuto da Daniel via email e girato sul Blog

venerdì 27 febbraio 2009

Stipsi

Alcuni di noi sono stati al convegno ACP di Tabiano del 20-21 febbraio. Sono stati discussi molti argomenti interessanti e vorremmo proporvi questi appunti sul trattamento della stipsi per conoscere la vostra opinione in proposito.
Leggi gli appunti

giovedì 26 febbraio 2009

Mettersi a dieta, si ma quale?

Per i cicciotti come me l'argomento "quale dieta" ha sempre rivestito un certo interesse. Il numero in corso del NEJM se ne occupa mettendo a disposizione dei lettori (free test) uno studio che paragona i vari tipi di dieta, da quelle iperproteiche a quelle a prevalenza di carboidrati e così via.
Interessanti le conclusioni che ci informano del fatto che...

Leggi l'articolo

giovedì 12 febbraio 2009

Testamento biologico o .......

Al convegno " Costituzione, Laicità, Democrazia" che si è tenuto il 7 febbraio a Torino, Stefano Rodotà,nel suo intervento (" Laicità e nuovi diritti" ) ha fatto una osservazione che mi ha colpita e che dovrebbe farci riflettere in particolare in questo momento difficile. Egli ha fatto notare che nel progetto di legge della maggioranza non si parla di Testamento Biologico, bensì di Legge di fine vita. Non a caso. Il testamento biologico evoca le disposizioni di un singolo espresse liberamente. Mentre il termine legge sostituisce alle decisioni dell'individuo le disposizioni di una impossibile uniformità messe in atto dal legislatore.
Mi è sembrato importante rendervene consapevoli. Danielle Rollier

Allergia e intolleranza alimentare

Il 19 maggio Eleonora Tappi ci aiuterà ad affrontare il tema dell'allergia alimentare : vi invitiamo a presentare quesiti clinici e casi personali affinchè la serata possa realmente rispondere ai nostri bisogni formativi
Antonietta Innocenti ,Eleonora Tappi

lunedì 26 gennaio 2009

Autosvezzamento

I colleghi di Aosta, in seguito ad un corso di formazione con il dott. Piermarini hanno prodotto un foglio di consigli per lo svezzamento molto innovativo.
Ve lo proponiamo per consentirvi di fare le vostre osservazioni.
Leggi il documento

giovedì 18 dicembre 2008

L'ACPO e i bambini immigrati

La posizione dell'Associazione Culturale Pediatri dell'Ovest sulle imminenti decisioni che il Parlamento si appresta ad approvare in merito al cosiddetto "Pacchetto sicurezza" è ben riassunta dai due seguenti documenti prodotti dal direttivo ed inviato alle autorità in indirizzo il primo, mentre il secondo è stato scritto da Gianni Garrone e sottoscritto dal direttivo, affinché possa essere utilizzato come nota informativa per i genitori dei nostri pazienti.
Speriamo in questo modo di suscitare su questo blog un costruttivo dibattito, che permetta a chi non ha partecipato alle riunioni in cui se ne è parlato, di esprimere la propria opinione in merito.
Lettera alle autorità
Lettera ai genitori

Discussioni e appuntamenti

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