
domenica 25 aprile 2010
25 Aprile

giovedì 18 marzo 2010
zia, nonna, mamma!

Nel volgere degli ultimi 6 mesi sono diventata, per la prima volta, zia e nonna. Dopo più di vent’anni di pediatria, ancora appassionata dal mio lavoro, non immaginavo che l’arrivo di questi due piccoli potesse accendere in me tante emozioni. Con entusiasmo ho seguito quasi ogni giorno i progressi di Arianna, nata minuta ma vitale e divenuta una bambinetta attenta e volitiva; ora maneggia con forza piccoli libri colorati, vocalizzando concentrata come se leggesse, e gioca nell’acqua come un pesciolino.
Così, quando stava per nascere Edoardo, pensavo di rivivere momenti simili. Ho scoperto invece di sentirmi –ancora- molto più mamma che nonna: con il cuore stretto durante il parto un po’ difficile, poi commossa ed orgogliosa al pensiero che “la mia bambina” fosse diventata questa meravigliosa giovane donna, sfinita e tuttavia capace di accogliere in un abbraccio protettivo il suo bambino. Pochi giorni dopo, casualmente, su La Stampa compare una breve riflessione sull’amore materno, ostinato e viscerale, selvaggio, sintetizzato dalle parole di un’ostetrica: “quando nasce un bambino, le persone in attesa all’uscita della sala parto, chiedono tutte come sta il neonato; una sola chiede come sta la mamma: sua mamma” (dal libro di Concita De Gregorio: “Una madre lo sa”).
So che mi innamorerò anche di Edoardo, ma a lui –tranquillo, sano, sereno- ora basta la sua mamma.
giovedì 18 dicembre 2008
Potrebbe essere la soluzione
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare
in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare
del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe
scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari
per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i
coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
Neruda
PABLO NERUDA
Zingari e..........
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare..."
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