Questa pandemia mi ha invece in parte disilluso, i diversi epidemiologi arrivano a trarre previsioni opposte partendo dagli stessi numeri e presupposti, quindi penso che Galileo avrebbe qualcosa da ridire.
Invece questi stessi epidemiologi fanno delle utilissime analisi delle epidemie passate dove riescono a spiegare perfettamente il loro andamento. In questo campo l’istituto più accreditato è l’Imperial College di Londra, famoso per le analisi delle passate epidemie. Purtroppo però non può vantare di aver previsto il loro andamento, anzi sembra non averci quasi mai azzeccato, dalla mucca pazza, alla H1N1 alla SARS ha sempre fatto previsioni catastrofiche che per fortuna non si sono avverate.
Io sono un profano in entrambi i campi ma la mia sensazione è che l’epidemiologia possa essere paragonata all’economia, entrambe sono delle scienze molto utili per analizzare il passato, ma estremamente imprecise nel prevedere il futuro. Gli economisti analizzano benissimo le crisi del 1929 e del 2008 mettendone in evidenza tutte le cause, ma non c’è stato nessun economista che sia stato in grado di prevederle e tanto meno di indicare degli strumenti per evitarle.
La stessa cosa succede per gli epidemiologi, così si manifesta il solito fenomeno per cui tendiamo a dare credito a coloro che si avvicinano di più al nostro sentire.
Mi sono accorto che mentre io tendo a dare fiducia e cercare le previsioni ottimistiche conosco colleghi che sono molto più attratti da previsioni di sventura, forse per esorcizzare i loro timori in un altro modo.
Non penso che la ragione stia da una parte o dall’altra, semplicemente il nostro intelletto sceglie e condivide istintivamente le posizioni che più si addicono alle nostre inclinazioni, senza alcuna razionalità. Per alcuni versi anche la meteorologia soffre degli stessi difetti, ma almeno per le prime 72 ore le sue previsioni sono abbastanza precise, dopo la precisione arriva al 50%, per cui lo stesso Mercalli consiglia di tirare la monetina.
Io potrei fare lo stesso per quanto riguarda la previsione della pandemia, ma preferisco pensare al mio benessere mentale, quindi credere agli epidemiologi ottimisti, almeno sul versante sanitario, perché la situazione socioeconomica non promette niente di buono e purtroppo su questo versante tutte le previsioni concordano.
Ivo


