2° Riunione sul bilancio di salute neonatale, 27 settembre 2011 Presenti 17 pediatri: di cui 6 ospedalieri, 8 di base, 3 in pensione.
Si è continuata l’analisi del Bds neonatale eseguito al Punto Nascita sulla base della traccia contenuta nell’Agenda della Salute, in particolare si è discusso della valutazione dell’udito. L’argomento è stato affrontato cercando di sviscerarne gli aspetti che potevano contribuire a discutere la definizione di un “modello di collegamento” tra ospedale e territorio ma anche tra pediatria generalista e specialistica tra pediatria generalista e operatori della rieducazione, ecc.
Si è seguita come traccia il Rapporto Tecnico fatto dal Ceveas per la Regione Emilia Romagna sul quale è impostata la delibera regionale di istituzione dello screening dell’udito in Emilia Romagna, documenti scaricabili dal sito di Saperi.doc (link -> qui e Vedi le slides proiettate).
In realtà il modello di collegamento è venuto fuori solo in termini di flash ma potrebbe essere recuperato nella riunione dedicata più specificatamente all’organizzazione dell’accoglienza al neonato.
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lunedì 3 ottobre 2011
venerdì 22 luglio 2011
“Accoglienza pediatrica al neonato: tra ospedale e territorio” Bilancio di salute neonatale
Riflessioni sul 2° incontro “Bilancio di salute neonatale” (14/6/2011)
All’incontro del 14 giugno erano presenti 16 persone (pediatri ospedalieri, PdF, Consultoriali, 1 infermiera pediatrica); hanno preso la parola praticamente tutti; gli spunti di discussione sono stati numerosi:
- La serata è iniziata con un giro di opinioni sulla opportunità o meno di continuare queste riunioni alla luce della diminuzione dei partecipanti. La risposta è stata unanimemente affermativa sul continuare, magari pensando il gruppo più come un gruppo di lavoro un po’ allargato che riflette sul tema “Accoglienza al neonato”, con la finalità di condividere solo successivamente le conclusioni del lavoro con una platea più vasta
- Nel ricapitolare gli argomenti discussi la volta precedente si è risottolineato che l’analisi del BdS neonatale riguarda le prassi che di tale BdS fanno parte; lo schema proposto dall’Agenda di Salute costituisce un canovaccio per la discussione nella consapevolezza che tale schema vecchio di 11 anni potrebbe essere ridondante o carente e che lo strumento Agenda, peraltro utilizzato solo in Piemonte, rappresenta un passaggio successivo alla realizzazione del BdS stesso, di cui costituisce testimonianza.
lunedì 6 giugno 2011
“Accoglienza pediatrica al neonato: tra ospedale e territorio”
L'Associazione Culturale Pediatri dell'Ovest ha deciso, per l'anno in corso, di dedicarsi alla riflessione sull'accoglienza al neonato nella speranza di poter dare il proprio contributo al dibattito su quale siano i rispettivi ruoli e gli strumenti del pediatra neonatologo e del pediatra di libera scelta nel delicato passaggio del neonato dal punto nascita all'assistenza territoriale.
E' nato così un gruppo di lavoro ristretto che coinvolge mensilmente, in un dibattito più ampio, tutti quelli che sono interessati a dare il proprio contributo: medici ospedalieri, pediatri di libera scelta, ostetriche, infermieri.
Qui di seguito il progetto di lavoro.
La possibilità di commentare questo post è il tentativo di allargare il dibattito a coloro che non possono partecipare alle serate e di continuarlo per i presenti.
E' nato così un gruppo di lavoro ristretto che coinvolge mensilmente, in un dibattito più ampio, tutti quelli che sono interessati a dare il proprio contributo: medici ospedalieri, pediatri di libera scelta, ostetriche, infermieri.
Qui di seguito il progetto di lavoro.
La possibilità di commentare questo post è il tentativo di allargare il dibattito a coloro che non possono partecipare alle serate e di continuarlo per i presenti.
mercoledì 4 maggio 2011
“Genitori, bambini e pratiche quotidiane di cura. Il ruolo della pediatria nella costruzione delle rappresentazioni della “genitorialità adeguata”
Sabato 21 maggio 2011, presso la Sala di rappresentanza della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo - Piazza Bernini, 3 - Torino
Il seminario è l’occasione per discutere dei risultati di una ricerca sociologica commissionata dalla Associazione Culturale Pediatri dell’Ovest (ACPO) alla prof. Anna Rosa Favretto e alla dott. Francesca Zaltron, Dipartimento di Ricerca Sociale – Università Piemonte Orientale.
La ricerca è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Come è nata la ricerca
Le patologie gravi dei bambini sono in costante riduzione, mentre il numero degli accessi al Pediatra di famiglia e al Pronto Soccorso è in continuo aumento.
Le richieste che vengono fatte ai medici riguardano sempre più frequentemente problemi comuni, sia di salute, sia di tipo educativo, considerati dai professionisti, spesso, come banali.
L’ampiezza di questi fenomeni è tale che è lecito pensare che essi non dipendano esclusivamente da difficoltà personali dei singoli genitori nell’accudire i propri figli, ma da profonde trasformazioni della società e della cultura nel suo complesso.
In effetti siamo di fronte a un rapido cambiamento, spesso contraddittorio e poco consapevole, del modo di considerare i bambini, dei modelli educativi, dei fondamenti dell’autorità, del ruolo dei genitori.
Da queste riflessioni è nata la collaborazione del gruppo genitorialità dell’ACPO con figure esperte appartenenti al sapere sociologico.
Il seminario è l’occasione per discutere dei risultati di una ricerca sociologica commissionata dalla Associazione Culturale Pediatri dell’Ovest (ACPO) alla prof. Anna Rosa Favretto e alla dott. Francesca Zaltron, Dipartimento di Ricerca Sociale – Università Piemonte Orientale.
La ricerca è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
Come è nata la ricerca
Le patologie gravi dei bambini sono in costante riduzione, mentre il numero degli accessi al Pediatra di famiglia e al Pronto Soccorso è in continuo aumento.
Le richieste che vengono fatte ai medici riguardano sempre più frequentemente problemi comuni, sia di salute, sia di tipo educativo, considerati dai professionisti, spesso, come banali.
L’ampiezza di questi fenomeni è tale che è lecito pensare che essi non dipendano esclusivamente da difficoltà personali dei singoli genitori nell’accudire i propri figli, ma da profonde trasformazioni della società e della cultura nel suo complesso.
In effetti siamo di fronte a un rapido cambiamento, spesso contraddittorio e poco consapevole, del modo di considerare i bambini, dei modelli educativi, dei fondamenti dell’autorità, del ruolo dei genitori.
Da queste riflessioni è nata la collaborazione del gruppo genitorialità dell’ACPO con figure esperte appartenenti al sapere sociologico.
martedì 15 giugno 2010
sostegno alla genitorialità
Molto spesso noi pediatri ci troviamo ad affrontare famiglie difficili, in cui nei primi mesi di vita emergono difficoltà a gestire le comuni difficoltà, ad accettare bambini relativamente troppo esigenti, o in cui sospettiamo depressioni materne più o meno larvate, storie o comportamenti un po’ inquietanti, oppure difficoltà di relazione col e di contenimento del bambino. Tutte occasioni in cui oltre a mettere in atto le strategie di aiuto di cui spesso abbiamo parlato, dagli appuntamenti ravvicinati, alla evidenziazione degli aspetti positivi e delle capacità del bambino, al dare consigli pratici sul contenimento, al mostrare interesse anche per il benessere della mamma, ci sembra a volte opportuno offrire altre possibilità di aiuto.
Nella mia ASL funziona abbastanza bene lo spazio 0-3 , cui i genitori possono telefonare, parlare direttamente con uno psicologo e concordare un ciclo di 5 incontri; qualcosa di analogo dovrebbe esserci nell’ASL To1, ma mi pare vi siano difficoltà di accesso. Anche per questo vi segnalo due opportunità supplementari attive a Torino.
Uno è lo spazio di ascolto orientamento educativo e sostegno offerto dal Gruppo Abele in via Leoncavallo 27, tel. 011285676 oppure 0112486221;
l’altro lo spazio di consultazione per famiglie con bimbi da 0 a 5 anni presso l’Opera Munifica Istruzione , via San Massimo 21, tel. 0118178968 . Interessante quest’ultimo poiché trattandosi di un’Istituzione pubblica permette alle famiglie di accedere a 5 incontri con una psicoterapeuta infantile molto esperta ( la dr.ssa Magnini ) al costo complessivo di 50 Euro.
Chi avesse altre risorse da pubblicizzare, soprattutto fuori città, lo faccia commentando questo post.
Gianni Garrone
Nella mia ASL funziona abbastanza bene lo spazio 0-3 , cui i genitori possono telefonare, parlare direttamente con uno psicologo e concordare un ciclo di 5 incontri; qualcosa di analogo dovrebbe esserci nell’ASL To1, ma mi pare vi siano difficoltà di accesso. Anche per questo vi segnalo due opportunità supplementari attive a Torino.
Uno è lo spazio di ascolto orientamento educativo e sostegno offerto dal Gruppo Abele in via Leoncavallo 27, tel. 011285676 oppure 0112486221;
l’altro lo spazio di consultazione per famiglie con bimbi da 0 a 5 anni presso l’Opera Munifica Istruzione , via San Massimo 21, tel. 0118178968 . Interessante quest’ultimo poiché trattandosi di un’Istituzione pubblica permette alle famiglie di accedere a 5 incontri con una psicoterapeuta infantile molto esperta ( la dr.ssa Magnini ) al costo complessivo di 50 Euro.
Chi avesse altre risorse da pubblicizzare, soprattutto fuori città, lo faccia commentando questo post.
Gianni Garrone
mercoledì 26 maggio 2010
Cosa dire quando il lattante ha le coliche
Cosa succede quando la tecnica si infila nella relazione mamma neonato? Questa intrusione ha determinato solo conseguenze negative? Come pediatri cosa possiamo fare (e dire) per favorire la ricostituzione di quel legame così esclusivo che ogni intrusione rischia di fare qualche guaio?Sono i concetti con i quali ha esordito l'altra sera Antonio Marra, neonatologo, con il quale ci siamo confrontati sul tema del pianto del lattante, un argomento che non appartiene alla "letteratura maggiore" ma in grado di mettere in crisi anche la mamma più collaudata e il pediatra più esperto.
Per rispettare il mandato che su questo blog i post devono essere "brevi!" evito il riassuntino della serata ma riporto i molto pratici consigli (le cose da dire ai genitori) quando ci si trova di fronte a coliche particolarmente difficili da gestire.
Qualcos'altro da aggiungere?
- Accettare questo vissuto senza minimizzarlo o disconfermarlo
- Far tenere un quaderno del pianto
- Spostare l'attenzione anche sugli aspetti positivi del lattante e della relazione con lui
- Aiutare i genitori a vedere (capire, interpretare) le abilità del bambino
- Incoraggiare il contatto (se in braccio si calma tenerlo lì senza timore)
- Essere onesti nel raccontare la "storia naturale" delle coliche: non esiste la ricetta magica per farle sparire, possiamo ridurle un po' con alcuni accorgimenti ma il loro decorso è quello che è
- Spiegare l'andamento sostanzialmente benigno per infondere fiducia nel futuro
Qualcos'altro da aggiungere?
mercoledì 14 aprile 2010
Perché i genitori di oggi sono così in difficoltà nel gestire i figli: una lettura sociologica
Relatrici della prossima serata ACPO (martedì 27 aprile) saranno Anna Rosa Favretto (Facoltà di Scienze Politiche dell'Università del Piemonte Orientale- Alessandria) e Francesca Zaltron (Dipartimento di Sociologia dell'Università di Padova e autrice del libro "Tra il dire e il fare" Donzelli ed.), che alcuni di voi hanno avuto la possibilità di conoscere avendo partecipato ai focus group nell'ambito della ricerca che è in corso.
In questa occasione ci parleranno di alcuni temi generali di sociologia che riguardano la genitorialità, (che quindi ci concernano da vicino!) e che hanno affascinato i componenti del “gruppo genitorialità”.
Tutti noi tocchiamo con mano nel nostro lavoro quotidiano le difficoltà dei genitori attuali nel gestire i propri figli, sia per quanto riguarda la salute (accessi ai nostri ambulatori per banalità, eccessivo uso del P.S.), sia per quanto riguarda temi di tipo più educativo (“non dorme”, “non mangia”, “è nervoso”, “posso lasciarlo piangere”, “vuole stare sempre in braccio”). Fra questi ultimi la difficoltà di dire dei no è forse la più evidente ed inquietante.
Si tratta di difficoltà talmente diffuse che non possiamo attribuirle solo a problemi dei singoli genitori (ansia, depressione, immaturità).
Cosa sta succedendo nella nostra società?
Siamo spesso tentati di dare una lettura di questi fenomeni superficiale, banale, a volte moralistica: “è colpa della famiglia nucleare che lascia i genitori troppo soli”, “hanno pochi figli e investono troppo su di loro”, “non ci sono più valori da trasmettere”.
Siamo portati cioè ad incolpare i genitori, che ci sembrano esagerati o “incapaci”, e ci capita di sopportare poco le loro richieste e di reagire ad esse in modo più o meno palesemente irritato.
Le letture però di questo fenomeno sono tante, e in questa serata in particolare ci verrà portata una lettura e una interpretazione specificamente sociologica.
La nostra società ha subito forti trasformazioni strutturali, sia nei sistemi sociali in genere che nei modi di fare famiglia. Questo ha inevitabilmente portato anche grandi cambiamenti nelle relazioni familiari. Il concetto di infanzia stesso è profondamente cambiato. Sono state trasformazioni così importanti che hanno portato ad un modo diverso di intendere la genitorialità, ad una visione diversa dell'educazione e, spesso, ad incertezza su cosa si pensa debba essere il nostro modo di educare i figli.
Le dott.sse Anna Rosa Favretto e Francesca Zaltron ci introdurranno proprio sul concetto di infanzia e di genitorialità declinati in modo critico, e sul riverbero che la loro trasformazione ha e ha avuto per l'educazione.
Per lo studio di questi fenomeni una delle metodologie di ricerca è l'osservazione delle “pratiche”. Cioè il “fare i genitori” nella quotidianità. Il terreno per la comprensione di questa metodologia di ricerca è sicuramente una più approfondita e migliore conoscenza dei nuovi concetti di infanzia e genitorialità. Anche di questo parleremo con le sociologhe.
Il gruppo che si occupa di genitorialità, ha imparato molto, su questi temi, nel confronto con le due relatrici e ritiene importante condividere con i colleghi la comprensione di questi mutamenti sociali di cui sappiamo poco ma con i quali ci confrontiamo ogni giorno
E' una serata speciale che ci può aprire nuovi e interessanti orizzonti e soprattutto ci potrà aiutare a capire meglio le nostre famiglie in difficoltà e migliorare il nostro essere pediatri.
Come sempre nella sala del Tempio Valdese, via P. Tommaso 1 (Torino) alle 20.45
Gruppo genitorialità - Direttivo
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