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mercoledì 11 novembre 2015

Formazione: riprendiamo a parlarne

Il numero di ottobre 2015 di Torino Medica (il bollettino dell'OdM della provincia di Torino) dedica un interessante focus alla formazione del medico.
L'analisi si rivolge principalmente a quanto accade durante il corso di laurea e la specialità, senza considerare tutto "il dopo" (peccato), tuttavia ci sono un paio di articoli di carattere più metodologico interessanti anche per noi.

Uno di essi "Una rivoluzione copernicana", mette per la verità un po' di tristezza, non certo per i contenuti quanto per i tempi in cui esce. La rivoluzione alla quale si fa riferimento è quella secondo la quale la formazione dovrebbe cambiare registro ed essere centrata sullo studente e non sul docente. 
Beh siamo nel 2015 e leggere nero su bianco che questo cambio di paradigma è ancora di la da venire mette un po' di tristezza.

L'altro, piuttosto breve, ha un titolo altrettanto eloquente "Rivedere la formazione per competenze" e rimanda, tra le altre, al progetto canadese CanMed che esplora e suggerisce per il medico sei ruoli + uno (quello di Expert che li racchiude e li unifica tutti) ciascuno dei quali contiene le competenze necessarie per esercitarli in modo adeguato.

Gran parte del materiale è liberamente disponibile e una seppur veloce lettura può essere un utile stimolo a confrontarsi su quali aspetti ci si sente più preparati, su quali andrebbe rivolta maggiore attenzione e a riflettere sulla complessità di un lavoro "formativamente" parlando assai bistrattato.

domenica 28 novembre 2010

Quale spazio alla formazione?

Durante l'ultimo direttivo ACPO Chiara ci riportava la richiesta, da parte del nazionale, di invitare i gruppi locali a far sapere se fossero interessati a corsi di formazione preparati direttamente a livello "centrale", magari attraverso modalità di fruizione a distanza (FAD).
L'ACP ha per lungo tempo gestito corsi in prima persona, subappaltando al CSB il compito di curarne l'aspetto organizzativo (esempi sono i corsi sull'ambiente, sul counselling, sulla lettura critica...).

L'argomento è stato lasciato cadere senza grossi commenti, un po' per i tempi risicati, un po' perché l'offerta, anche se raramente di qualità, non manca nell'area piemontese, ma forse anche perché l'argomento viene ormai vissuto con meno entusiasmo rispetto a qualche anno fa.

Probabilmente vale invece la pena tornarci, con più calma e utilizzando lo spazio che il blog mette a disposizione per le riflessioni di ciascuno.

martedì 11 maggio 2010

BVS Piemonte

La biblioteca Virtuale per la Salute (BVS) della Regione Piemonte è un servizio messo recentemente a disposizione di tutte le professioni sanitarie operanti nella nostra regione con l'obiettivo di fornire la migliore letteratura disponibile direttamente sul computer di casa.

Veramente notevole la disponibilità di titoli: dalle principali riviste internazionali (BMJ,GUT, JAMA e tutte le riviste dell'AMA, NEJM, i titoli di Elsevier tra cui The Clinics) alle banche dati (EMBASE, Cochrane) tutte consultabili gratuitamente previa registrazione sul sito (viene verifica l'appartenenza al sistema ECM regionale).

Si segnala, tra le iniziative della BVS, la possibilità di effettuare dal 1 maggio al 31 luglio un trial ad UpToDate, una delle più utili risorse di aggiornamento utilizzata dai medici di tutto il mondo.

Una risorsa molto utile e preziosa che si consiglia vivamente di imparare ad utilizzare.

Per collegarsi alla BVS cliccare -> qui

mercoledì 21 aprile 2010

I martedì dell'ACPO e la formazione: un matrimonio impossibile?

Da anni come ACPO abbiamo l'abitudine di dedicare un martedì sera al mese, per la durata di circa due ore, ad un momento aperto a tutti i soci e che viene genericamente definito "di formazione".

Nel direttivo di ieri sera (20.04.2010) si è posto, come tutti gli anni, il problema di definire una serie di argomenti per riempire alcune di queste serate.
La scelta dell'argomento è in genere condizionata da due fattori: l'interesse di qualcuno per il tema proposto, la conoscenza più o meno diretta di un esperto competente e in grado di gestire le due ore.

Siamo tutti perfettamente consapevoli che questo tipo di didattica funziona pochissimo (a essere onesti non funziona affatto).
D'altra parte non potrebbe essere altrimenti. Anche il più bravo dei relatori, con due ore a disposizione e con quel tipo di setting, riuscirà al massimo ad essere un po' simpatico e a fornirci qualche spunto.

Possiamo accontentarci di così poco? E' giusto accontentarci di così poco? Può una professione come la nostra essere svolta con la dovuta professionalità quando alla formazione dedichiamo un martedì al mese?

Sono le domande che mi venivano in mente stamattina, ripensando alla discussione della sera precedente e alla "bioetica del quotidiano".

Confinare momenti formativi in quelle due ore del martedì è un approdo troppo regressivo per le esperienze didattiche che ciascuno di noi ha fatto, per la passione che ci mette nel lavoro, per il modo che ha di intendere la professione.

Non sarebbe più giusto rinunciare definitivamente all'idea che in quelle due ore si fa formazione e dedicarle ad obiettivi meno ambiziosi?

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