domenica 26 aprile 2020

La nostra pandemia - La scomparsa dei bambini

I bambini sono scomparsi!

Passando per le vie del quartiere non si vedono e non si sentono più. Stranamente non li vedo neppure sui balconi e ben pochi nei cortili condominiali. So che non li vedono più i pediatri, le maestre, i nonni, gli allenatori, gli educatori delle numerosissime attività extrascolastiche (musica, pittura, inglese, oratorio ecc), i nonni, i vicini di casa ecc.

Cosa succede dietro quelle finestre, in quelle case abitatissime e affollatissime, ma silenziosissime e sprangate? I bambini sono ora affidati solo e totalmente ai genitori, in misura mai successa prima. I genitori sono adesso anche gli unici compagni di gioco, gli insegnanti (vista la difficoltà della didattica a distanza), gli stimolatori di esperienze ("dai, facciamo una torta") ecc. Mancano completamente tutte le altre risorse educative. Manca ogni tipo di controllo sociale sulle famiglie.

Manca anche ogni tipo di supporto ai genitori, anche solo quello dei nonni o quello, blandissimo, delle 2 chiacchiere fra madri all'uscita dalla scuola. D'altra parte i genitori, in questo momento, sono certamente stressati e in difficoltà, anche i più fortunati (con case grandi, in armonia fra loro, senza tracolli economici in vista...). 



Come tutti noi vivono la sensazione di vulnerabilità di un mondo che credevano sicuro, il sovraccarico di responsabilità verso la famiglia, la preoccupazione per il futuro, la mutilazione di bisogni fondamentali. 

Quanti genitori in questa situazione hanno la mente abbastanza libera da cogliere le difficoltà dei bambini e da sostenerli? Come vivono i bambini questo inedito esperimento sociale? Questa esperienza, certo traumatica anche per loro? Cosa provano? Quale gamma di pensieri, sentimenti, emozioni? Si può fare qualcosa adesso per saperlo? Lo sapremo mai? 

Quando tutto sarà finito, quando ritorneranno visibili, cosa dovremo osservare, quali domande dovremo fare per capire quali segni ha lasciato in loro questa esperienza? O sono catastrofista? 

Che ne pensate?

Maria

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